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Dov’è Mario?

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Ok, probabilmente nello scorrere della grandiosa carriera del comico Corrado Guzzanti, non brilla certamente la serie “Dov’è Mario?“.

Eppure una meritoria nota a margine della serie è obbligatorio farla per la bellissima colonna sonora.

La particolarità di essa sta nell’essere musicata da un solo musicista, nella duplice veste di percussionista e batterista. Il musicista in questione è Fabio Rondanini.


La colonna sonora fu registrata a Roma presso il Verde Studio di Marco Fabi da Simone De Filippis.

L’anno era il 2016 e nelle sale cinematografiche l’anno prima, era approdato Birdman. La particolarità di questo film (vincitore di 4 premi Oscar) fu tra le altre, la particolare ed innovativa colonna sonora composta da Antonio Sanchez.

Per la colonna sonora di “Dov’è Mario?” si pensò ad un operazione similare ed il tutto fu affidato appunto a Fabio Rondanini che così si cimentò in questa sua prima avventura da solista.


 Nei mesi precedenti alla realizzazione, sono stato testimone dal vivo del continuo ricercare di Fabio di ricercare quante più percussioni inusuali. Il frutto di questa ricerca continua e determinata e ben esemplificata nella riuscita.

Il compito di Fabio è assai complesso e proprio per questo va una menzione di merito ancor maggiore. 

Doversi cimentare con una colonna sonora è già di par suo un qualcosa di difficile. Tradurre in suono, un emozione visiva è una codifica che richiede genialità e tempo. Sul genio, Fabio è di suo avvantaggiato. Per quanto riguarda il tempo, beh , la televisione non è lontanamente comparabile al cinema se intendiamo i tempi di produzione. Se la produzione di un film può richiedere anche più anni, mentre i tempi della televisione sono assai più ristretti e spesso richiedono pochi mesi.

Secondo parametro da valutare, è l’indubbia difficoltà d’ispirarsi ad un qualcosa molto potente ed innovativo, per di più di recentissima uscita, senza cadere nell’insidiosa trappola della “scopiazzatura”. Il drumming di Fabio rimane sempre personale e con le caratteristiche che troviamo nelle sue esibizioni a favore di altri musicisti. I lavori di Fabio e di Antonio Sanchez, ben riflettono le due personalità, e Fabio ben fa a voler calcare su una sua personalità ed un suo gusto, piuttosto che volgere troppo l’orecchio a quanto fatto dal batterista messicano.

Nello svolgersi della colonna sonora ci sono tutti gli elementi del drumming di Fabio. Un drumming che sa essere essenziale, ma anche colorato. Un gusto sopraffino nella scelta dei suoni e di come collocarli nella composizione. Una gran conoscenza delle percussioni, delle proprie origini, ma anche di come poterle reinventare.

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