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Matteo Locati, un Ringo Starr tattico nucleare al festival di Sanremo

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Sembrava che nulla potesse fermare la loro ascesa. Il loro tour era uno dei più attesi in assoluto con diverse date già sold out, era impossibile non imbattersi nei loro brani mentre si ascoltava la radio, così come altrettanto impossibile era non fischiettare un loro ritornello, tanto semplice e spensierato quanto profondo nel significato.

Poi è arrivato il coronavirus. Un virus tra i più letali nella storia moderna e che si è accanito particolarmente proprio nella loro Bergamo. I piani di ascesa dei Pinguini tattici nucleari sono solamente posticipati. In un mondo incerto come quello musicale, i tanti fan trepidano per sapere quando potranno tornare a vivere la musica dal vivo.

Sembra passata un’eternità dall’8 febbraio. In un edizione da record in termini di ascolto a vincere fu Diodato, ma senza dubbio la maggior sorpresa sono stati i Pinguini Tattici Nucleari, arrivati terzi.

La band lombarda porta un brano dedicato ad un batterista. Un fatto decisamente insolito. Ad essere omaggiato è una delle icone assolute del drumming: Ringo Starr, simbolo di una vita lontana dai flash riservati ai leader dei Beatles.

Classe 1991, Matteo Locati con il prestigioso batterista non condivide solo il ruolo dietro ai tamburi. Una personalità descritta come persona placida e timida, laureato in lingue e culture orientali, il drumming di Matteo è semplice ma estremamente funzionale alla canzone. Decido quindi di parlare con il Ringo Starr del gruppo per capire bene come ha vissuto questo tripudio riservato e come ha sviluppato il suo drumming nel corso della lunga militanza nella band.

 

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Un Matteo Locati sorridente sul palco (foto di Muxland)

Intervista a Matteo Locati

Ringo Starr : i Pinguini tattici nucleari al Festival di Sanremo

Ciao Matteo, solo 4 mesi fa si è concluso il Festival di Sanremo, un’edizione che vi ha visto grandi protagonisti. Com’è andata questa esperienza?

Hai suonato al festival insieme ad un’orchestra nella cui ritmica comparivano grandi nomi quali Micalizzi, Di Francesco e Sansonetti. Hai interagito con loro? Vi siete scambiati qualche consiglio sull’arrangiamento o sui suoni?

In passato hai suonato per una marching band. Questa tua esperienza ha influito nell’arrangiamento del pezzo?

Per l’esibizione hai dovuto usare il kit del service. Ti sei comunque portato qualche strumento a cui tieni particolarmente?

Nel corso della votazione da parte dell’orchestra, siete arrivati terzi. Ve lo aspettavate ? Secondo te qual è la cosa che ha maggiormente colpito della vostra canzone?

Per un altro parere sul Festival di Sanremo leggi l’intervista a Tommaso Sansonetti
tommaso sansonetti sanremo

Essere il batterista dei Pinguini tattici nucleari

Come arrangi le tue parti di batteria nelle canzoni del gruppo? Preferisci comporre scrivendo con programmi oppure suonando il pezzo tutti insieme?

Sei un fan di Travis Barker, eppure rispetto a tanti altri batteristi della tua età cresciuti con il suo mito, hai scelto uno stile molto più minimalista e più votato all’accompagnare la melodia, piuttosto che ad emergere. E’ una scelta voluta oppure dettata dal genere? Quali sono gli aspetti del drumming di Barker che più ti colpiscono?

Tieni un’accordatura del rullante molto bassa, con il caratteristico suono “a panettone”. Come mai questa scelta?

Da qualche tempo hai iniziato ad implementare anche l’elettronica all’interno del tuo set. Come la gestisci? Questa implementazione ha cambiato qualcosa nel tuo modo di suonare?

Il vostro percorso è stata una lunga gavetta. Esiste ancora la gavetta nell’attuale situazione musicale?

Soprattutto nel mercato discografico si sta perdendo il concetto di band a favore dei solisti. Secondo te qual è il valore aggiunto di un lavoro di gruppo?

Leggi anche l’intervista a Stefano Padoan
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La musica e Bergamo: come il coronavirus ha stravolto tutto

La città di Bergamo come sta vivendo questo terribile momento?

Quando tornerete dal vivo?

Leggi l’inchiesta su come alcuni batteristi italiani all’estero hanno vissuto durante il coronavirus
batteristi_italiani_all'estero

Percorso didattico

Qual’è stato il tuo percorso didattico?

 

Essere un batterista oggi

Qual’è il tuo concetto di personalità ? Secondo te è un requisito fondamentale per i nuovi professionisti ?

Frank Zappa diceva che “senza deviazioni dalla norma non c’è progresso”. Batteristicamente e nella vita quotidiana quali scelte hai fatto per deviare dalla norma? Quanto conta per te progredire?

Ora molta informazione passa attraverso i social e Youtube, mentre una volta si andavano a scoprire i musicisti guardandoli da vivo. Com’è il tuo approccio verso questa nuova tendenza ?

Foto di Davide Carrer

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