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Paolo Sanna : l’avanguardia che esplora il mondo

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Si definisce “una persona molto curiosa“. Attivo da diversi anni, il percussionista sardo Paolo Sanna è uno dei nomi più autorevoli nel campo della percussione free. Musicista dalla forte devozione verso la forma d’arte improvvisata, coniuga nella sua espressione artistica il profondo amore e rispetto verso le tradizioni e suoni provenienti da diverse aree geografiche.

Ha pubblicato diversi album in solo e da diversi anni porta in giro un duo insieme a Giacomo Salis. Quella che leggerai sotto è una piacevole chiacchierata a cuore aperto su diversi aspetti e mentalità che circondano il mono del percussionismo free, tra vivaci considerazioni che non mancano di arguzia e saggezza di un musicista decisamente all’avanguardia.

photo by Francesco Casti

Intervista a Paolo Sanna

Ciao Paolo, ho avuto modo di ascoltare attentamente diversi tuoi lavori e mi fa molto piacere avere la possibilità d’intervistarti. Prima domanda, forse un po’ banale per iniziare, ma come ti sei avvicinato allo studio della batteria ?

Quali studi hai fatto relativi al mondo della musica ?

Hai avuto un inizio da batterista “canonico” per poi spostarti sempre più verso una direzione più personale e viaggiando molto. Cosa rappresenta per te il viaggio ?

 

Una cosa che noto sempre con grande piacere è che più i musicisti si addentrano in un’avanguardia sonora, e più sono preparati su tutto quello che riguarda la storia, le radici e le tradizioni musicali. Quanto pensi che sia importante per chi ambisce a guardare avanti con la propria musica, essere preparato sulla storia e tradizioni ?

Se prima abbiamo parlato del viaggio e di conoscere nuove persone e correnti musicali, ora si può viaggiare e scoprire nuove musiche anche stando seduti davanti ad un computer. Che rapporto hai con questo nuovo modo di viaggiare ?

So anche che sei attivo all’interno della comunità della percussione free internazionale e spesso scambi lavori ed impressioni con musicisti provenienti da varie parti del mondo. Qual’è la scena musicale a tuo dire più interessante e con maggior fermento ?

Secondo te quanto è difficile in Italia proporre musica free d’improvvisazione ? Cosa bisognerebbe fare per supportare questa scena musicale ?

 

L’Italia è stata patria natìa del rumorismo per poi abbandonarla quasi del tutto. Che rapporto hai con il rumore e qual’è secondo te la differenza con il suono ? Questo connubio ti ha mai influenzato ?

Il tuo modo di suonare free ti rende molto personale e creativo nelle soluzioni sonore. Quale musicista ti ha fatto scoprire questo tuo approccio allo strumento ? C’è un qualche musicista di rifermento a cui t’ispiri ?

Da molti anni sei un punto di riferimento della musica free e della percussione d’avanguardia. Come hai sviluppato questa particolare sensibilità verso questo mondo ? Da dove deriva questo particolare approccio allo strumento ?

Una piccola parte degli strumenti presenti nel laboratorio di Paolo Sanna

Una cosa che noto spesso in tutti i musicisti di estrazione free è la particolare accuratezza con cui scelgono e ricercano maniacale il suono dei propri strumenti. Come scegli i tuoi strumenti ?

Cosa vuol dire per te “sperimentazione” ? Secondo te, c’è ancora fame di sperimentare nuove vie sonore ?

 

Da molti anni collabori con un altro importante esponente sardo della percussione free come Giacomo Salis . Com’è nata la vostra collaborazione ? Avete progetti futuri ?

Hai mai trovato difficoltà o diffidenza a proporre il tuo modo particolare di suonare ?

 

Anche io suono le percussioni in questa maniera “avanguardistica” (o almeno ci provo) ed una delle cose in cui più m’imbatto è una certa ritrosia da parte del pubblico nel vedere nuovi modi d’intendere il ritmo ed il ruolo della batteria e tamburi. Tu che rapporto hai con i giudizi del pubblico ?

Se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo che inizia ora ad intraprendere il percorso della percussione free, che consiglio gli daresti ?

In un’altra intervista parlavi che è importante l’autogestione dei musicisti “non allineati”. Puoi parlarmi di questo concetto ?

Mi dicevi che prediligi kit minimali per cercare di accendere ancora di più la curiosità e la sperimentazione. Puoi parlare di questo tuo approccio ?

Sei attivo da oltre 30 anni. Com’è cambiato il lavoro ed in che direzione si muoverà il lavoro del musicista in futuro ?

 

Sei sardo. Questa regione come ti ha cresciuto musicalmente ed artisticamente ? Quali sono le maggiori difficoltà dell’ambiente musicale sardo ?

Ci sono mai stati momenti in cui volevi lasciar perdere ?

Ti vorrei chiedere qualcosa riguardante la parte più lavorativa di questo lavoro. Come elabori il tuo cachet rispetto al lavoro proposto ? C’è sempre trasparenza in questo mondo oppure talvolta ti sei sentito sfruttato ?

Sei te in prima persona che ricerchi nuove collaborazioni oppure aspetti che le occasioni si presentino da sole ?

Sei un maestro di batteria. Quali valori cerchi di dare ai tuoi allievi ? Quali metodi consigli e come i tuoi maestri ti hanno influenzato in questo tuo lavoro ?

Insegni anche a bambini. Cosa noti nelle nuove generazioni e nel loro approccio alla musica ? Che mondo musicale pensi che si troveranno ad affrontare quando inizieranno a suonare in giro ?

Hai qualcosa che ritieni essere la tua firma sonora per cui qualcuno ti può facilmente riconoscere ? Cosa rappresenta per te il suono ?

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