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Storia ed evoluzione del tamburo: dalle percussioni primitive al tabor

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Com’è nato il tamburo? Senza dubbio la percussione è stata la prima attività musicale concepita dall’uomo. Facile quindi immaginare quanto la storia del tamburo sia radicata nell’evoluzione umana.

Una storia lunga e radicata che ci porta a viaggiare nel tempo e nel globo. Già, viaggiare nel globo pare destino ricorrente nella storia della percussione. Quante volte la genesi di una percussione è argomento di diatriba tra nazioni confinanti o addirittura tra continenti. Oggi grazie a Moreno Maugliani cercheremo di andare a capire quali sono state le principali tappe che hanno portato alla nascita del tamburo.

Percussioni primitive

Strumento della categoria dei membranofoni, il tamburo è uno dei primi artefatti musicali ad entrare nella storia dell’Uomo. Reperti archeologici ne testimoniano la presenza a partire dal 6000 a.C. nelle zone dell’odierna Cina. Emblema dell’espressione non parlata più atavica (la percussione del corpo viene utilizzata anche nel mondo dei Primati per stabilire le gerarchie del gruppo), il Tamburo ha ricoperto diversi ruoli tra i quali spiccano agli albori quelli legati ai contesti religiosi.

I primi esemplari di tamburi in metallo risalgono all’Età del Bronzo, con spettacolari ritrovamenti nell’area dell’odierno Vietnam. I tamburi di Dong Son, espressione artistica dell’omonima cultura, sono artefatti che denotano una grandissima manualità nella lavorazione dei metalli. Il tamburo di Ngoc-Lu, ritrovato in una spedizione del 1893 presenta una superficie battente, anch’essa in metallo, suddivisa in tre pannelli concentrici dove sono riportate scene di animali e uomini, intervallate da motivi geometrici che insieme alle figure umane con strumenti musicali apparentemente nell’atto di celebrare un rituale, evidenziano il carattere religioso dell’artefatto.

Il tamburo nell’antica Roma e nella cultura araba

Il primo contatto con la cultura Occidentale passa per l’antica Grecia, dove grazie ai rapporti con l’Asia Minore lo strumento chiamato Danbara in Persia, entra nella ritualità greca con il nome di Tympanon arrivando nell’antica Roma con il nome di Tympanum2. E’ l’unico strumento a percussione riportato nell’iconografia romana.

La cultura Araba è stata tra le prime ad attribuire un ruolo militare al tamburo, prevedendo dei reparti specializzati all’interno dei propri eserciti. E’ con queste caratteristiche che il nuovo ruolo del tamburo subentra nella storia Europea medievale con la conquista musulmana della penisola iberica nell’VIII secolo d.C3.

Il suonatore di Pipe e Tabor

Al ruolo spirituale del tamburo all’interno della Società, inizia ad affiancarsi con crescente autorevolezza il ruolo temporale. Il tamburo fa sicuramente parte di ensemble musicali, ma i primi secoli dell’Anno Mille vedono l’ascesa di una figura importante per il nostro percorso: il suonatore di Pipe e Tabor. Una sola persona che suona contemporaneamente un flauto e un tamburo.

I primi esemplari di flauto prevedevano tre fori che consentivano l’impugnatura con una sola mano utilizzando pollice, indice e medio per ottenere melodie. L’altra mano era quindi libera di impugnare una mazza per suonare il Tabor tenuto mediante corda al musicista, permettendo l’esecuzione anche in piedi o in movimento4.

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Immagine raffigurante dei suonatori di pipe e tabor

Vi sono esempi di queste figure nell’iconografia iberica ed inglese, a partire dal XII secolo, entrambi in ambiente ecclesiastico.
In Gran Bretagna, nella Cattedrale di Lincoln, abbiamo uno dei primi esemplari di scultura di un Angelo che suona flauto e tamburo.
Nei Cantigas de Santa Maria, un imponente raccolta di canzoni monofoniche spagnole voluta fortemente dal Re Alfonso X il Saggio, sono presenti delle pregevoli miniature che rappresentano, fra gli altri musicisti, una coppia di suonatori di tamburo e flauto.

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L’Angelo in pietra presente nella cattedrale di Lincoln

Scopri di più sulla storia dello strumento e molto altro collegandoti al blog di Moreno Maugliani

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