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Zarb (Tonback), il tamburo persiano

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E’ impossibile non ascoltare questa percussione, senza rimanerne estasiati. La musica persiana ha origini e colori molto caratteristiche e radicate nel tempo.
Una delle percussioni più rappresentative della musica arabe è senza ombra di dubbio lo Zarb. E’ presente, ma non molto diffuso, in Turchia, Azerbaijan , Armenia. Il termine zarb in iraniano significa percussione. Questo tamburo viene chiamato anche tonbak, nome onomatopeico derivato dal suono suono grave “ton” dello zarb e dal suono acuto, “bak”.

Questo tamburo presenta un caratteristco fusto in legno dalla forma a calice a singola membrana.
Il fusto a forma di calice è composto da tre parti: la gola, il collo ed il piedistallo. Ed è ricavato da un tronco unico senza nodi, in legno pregiato di noce o di gelso. I fusti di alcuni zarb possono essere costruiti, assemblando più strati di legno incollati. Spesso la superficie esterna del calice è zigzagata per dare la possibilità al percussionista di strofinare le unghie producendo un effetto sonoro di racola. Alcuni tonbak sono costruiti in bronzo od in altri metalli, in poliestere e in fibra di vetro, ma il suono risulta in tale caso molto differente, forse troppo, dato che gli iraniani prediligono strumenti a percussione dalle timbriche piuttosto cupe e non troppo vivaci. La membrana più diffusa è la pelle di capretto o agnello ed è fissata al bordo del fusto mediante speciali collanti.

Il suono dello zarb, fin dai tempi lontani, accompagnava con i tipici ritmi di tradizione persiana la danza, il canto e la musica strumentale popolare. In seguito, questo strumento si raffinò e fu impiegato anche nelle orchestre. In questo caso, le dimensioni del tonbak sono leggermente maggiori di un tonbak solista.

Dallo zarb si possono ottenere tantissimi suoni e ciò dipende dall’abilità dell’esecutore nel destreggiarsi con mani e dita. Nel suonare il tonbak si usano tecniche molto sofisticate che permettono alle dita di colpire e sprigionare tantissimi toni, suonando, tappando con i polpastrelli in più zone della membrana e ricavandone dei cambi tonali e creando battiti glissati o rullando con le unghie sulle parti legnose del fusto.
I suoni principali sono il ton, timbro grave che si ottiene nella parte centrale della membrana, il mianeh, tono medio tra il centro ed il bordo ed il bak, tono acuto che si ottiene suonando vicino il bordo. Come si è detto, anche il rullo delle dita viene molto usato durante le esecuzioni ritmiche del tonbak.

 

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