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Sabar, un tamburo per parlare in Senegal

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E’ uno strumento originario del Senegal e più precisamente tipico per il popolo Wolof (etnia che costituisce circa il 40% della popolazione senegalese), maggiormente concentrato nella zona occidentale del paese. Similare nella costruzione al più famoso djembè, Questo strumento viene intagliato nel legno massiccio, conferendogli una forma simile ad un mortaio e ricoperto solitamente con la pelle di capra. Caratteristici nell’iconografia dello strumento, i tensori che sporgono lateralmente e che mantengono la pelle in tiraggio.

 

 

Come si suona il sabar

Generalmente viene suonato a mani nude oppure con una bacchetta di legno, ma molti sono soliti usare entrambi le tecniche percuotendo con una bacchetta ed una mano. Viene chiamato “Sabar” anche il genere musicale attinente allo strumento.

I diversi tipi di sabar

Ne esistono di sette diversi tipi e con diverse funzioni; i più importanti sono:

  • Lo Nder, il Sabar solista.
  • Il Lamb, il Sabar “basso” di accompagnamento
  • il Goros Babas,il Sabar per le improvvisazioni
  • Lo Mbag,altro Sabar di accompagnamento

 

Non vi è una datazione neanche approssimativa che ne attesti la nascita, ma si suppone che inizialmente questo tamburo venisse usato dai Griot (ossia i cantastorie tradizionali che esistono dai tempi dei regni precoloniali) per comunicare fra i vari villaggi, grazie alla sua capacità di sentirsi a chilometri di distanza.

Percussionisti di sabar famosi 

Tra i più famosi ed attivi musicisti contemporanei che hanno esportato in tutto il mondo questo strumento, troviamo il musicista senegalese Doudou ‘Ndiaye Rose (28 luglio 1930 – 19 agosto 2015). Il musicista senegalese nel corso della sua vita ha formato diversi gruppi di percussione incentrati su questo strumento ed è riuscito a portare i suoi tamburi a favore di musicisti come Dizzy Gillespie, Rolling Stones, Miles Davis, Peter Gabriel e Nine Inch Nails

 

 

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