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BRUNO BIRIACO – SAXES MACHINE – ROMA, CASA DEL JAZZ 16/02/2019

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Più che un concerto, è stata una vera e propria celebrazione.
E’ stata la gioia di poter raccontare in musica una bellissima storia, un bellissimo affresco del mondo di qualche tempo fa e di quella bellezza che non smette mai di essere di moda.

Il batterista Bruno Biriaco a distanza di 40 anni dalla prima formazione del progetto, riporta sul palco i suoi Saxes Machine. L’avventura dei Saxes Machine iniziò nel 1978 quando si era da poco conclusa l’avventura dello storico gruppo jazz-rock del Perigeo. Fù allora che il batterista romano sviluppò l’idea di proporre una formazione che prevedesse un ottetto composto da 3 musicisti alla ritmica (batteria, basso e pianoforte) e altri 5 che suonassero i sax. In tale maniera venne costituita quella che a tutti gli effetti può essere considerata una piccola big band.

Una foto di Bruno Biriaco insieme alla prima formazione dei Saxes Machine

La serata si è svolta presso la Casa del Jazz di Roma e la data è andata ufficialmente sold out, senza alcun posto libero e diverse persone rimaste fuori dalla struttura. Da sottolineare l’ottima acustica della sala, un fatto che non è per nulla scontato nel circuito romano.

Nutriti anche gli spettatori illustri tra i quali spiccavano le presenze in prima fila (a pochi passi dalla prima linea dei sax) di due leggende quali Giovanni Tommaso (compagno di ritmica di Bruno Biriaco nei Perigeo e molte altre avventure musicali, oltre ad esser stato il bassista originario dei Saxes Machine) e Gegè Munari (batterista la cui incredibile carriera l’ha visto suonare tra gli altri anche con nomi del calibro di Chet Baker, Astor Piazzolla, Dexter Gordon e Tony Scott).

Proprio il rapporto con la leggenda della batteria italiana Gegè Munari è stato più volte ribadito ed omaggiato da Bruno Biriaco che più volte lo ha citato a più riprese tra un brano e l’altro. A fine concerto i due si sono salutati con il calore e l’affetto che solo una stima che dura da più di 50 anni può causare. Più volte Gegè è stato apostrofato come “il mio maestro” da parte di Bruno Biriaco. Difatti dal palco, Bruno racconta che la scintilla verso la musica jazz avvenne proprio quando nei primi anni ’60 ascoltò Gegè Munari suonare insieme a Gato Barbieri al locale di Meo Patacca a Trastevere.

Seduto subito dietro, spiccava la presenza di un altro batterista ed icona della storia del jazz e della musica italiana : Adriano Mazzoletti. La figura di Mazzoletti viene omaggiata da Bruno Biriaco che al microfono indica come “fondamentale ed importantissimo”  il gran lavoro svolto dall’illustre spettatore negli anni con la Rai a servizio della musica jazz.

Il concerto è assai godibile ed emozionante. Il primo ad essere visibilmente emozionato è proprio Bruno Biriaco che seppur magistrale e perfetto nell’esecuzione dei brani, non tradisce una certa vena di emozione quando tra un brano e l’altro, parla e racconta la sua musica e delle storie ad esse legate. E non potrebbe essere altrimenti, sarebbe alieno o di difficile realizzazione pensare che non ci si emozioni nel ricordo di Antonello Vannucchi (scomparso da pochi giorni), Arrigo Polillo e più in generale di una scena musicale viva e fertile, assai tristemente lontana nei tempi dal decadimento che i giorni odierni riservano alla figura della musica.
I brani proposti sono perlopiù degli standard jazz riarrangiati dallo stesso Bruno Biriaco e che non mancano d’interessanti spunti ispirati e gustosi. L’accoglienza del pubblico è particolarmente attenta e calorosa negli applausi al punto tale che il gruppo riserva un doppio bis sul finale.

E poi i soli di batteria di Bruno. Bellissimi e assai melodiosi, mai scontati e che vanno a suggerire una ricerca sonora che non si limita al singolo strumento, ma a quello che ne uscirà nell’insieme, a volte a riprendere il tema dei fiati, a volte a proporre interessanti risposte ad essi.
A fine serata vado a fargli i complimenti.
Chiedo se posso farmi una foto con Bruno e Gegè. Un largo sorriso ed un piacere vedere la grande stima che c’è tra le due leggende.
Fatta la foto Gegè, con fare vispo, dice che ha fame e vuole andare a mangiare. Sono le 11 di sera o poco più tardi. Io vado a casa perché sono un po’ stanco.
Ho 31 anni. Gegè ha una cinquantina di anni più di me.

Nella foto io (sulla sinistra), Bruno Biriaco (al centro) e Gegè Munari (sulla destra)

La bellezza della musica si misura nelle emozioni che sa dare. Questa è stata decisamente una bellissima serata.

La batteria usata

La batteria usata è quella della sala e si tratta di una Yamaha Hybrid Maple “Red Autumn” con misure 18″x14″ (grancassa), 10″x7″, 12″x8″ (tom) e 14″x14″ (timpano). Rullante Gretsch Broadcaster 14″x5″. Pedale cassa Pearl P930. Tutte le pelli (ambassador sabbiate) sono sordinate con una speciale spugnetta per volontà dello stesso Bruno . I piatti sono gli stessi inseparabili che accompagnarono anche la tourneè original dei Saxes Machine e sono ride Tosco 21″, crash Tosco 18″ rivettato, hi-hat Tosco 14″. Unico piatto aggiuntivo rispetto al set originale è il ride flat rivettato 20″ Istanbul Agop (che tra l’altro vendetti io)

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