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Cajon, dal flamenco la scatola percussiva

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Il cajón è uno strumento a percussione a forma di scatola originario del Perù, suonato percuotendo le facce anteriori o posteriori (in genere compensato sottile) con le mani, le dita o talvolta strumenti come spazzole, mazze o bastoncini. I cajon sono principalmente suonati nella musica afro-peruviana (in particolare música criolla), ma si sono fatti strada anche nel flamenco e più recentemente, sono arrivati ad abbracciare numerosi altri stli.

Il termine cajón si applica anche ad altri tamburi scatolati utilizzati nella musica latinoamericana, come il cubano cajón de rumba e il messicano cajón de tapeo.

 

Le origini del cajon 

Il cajón nasce in Perù verso la fine del XVI secolo. Si presume che merito della sua nascita sia attribuibile agli schiavi di origine occidentale e centrafricana nelle Americhe. Vista la difficoltà nel reperire strumenti musicali, i primi esempi di cajon non erano nient’altro che delle scatole usate per lo stoccaggio della frutta, le quali successivamente venivano modificate e percosse.

Dato che il cajón proviene da musicisti schiavi nelle Americhe coloniali spagnole, ci sono due teorie di origine complementari per lo strumento. È possibile che il tamburo discenda direttamente da una serie di strumenti musicali a forma di scatola provenienti dall’Africa occidentale e centrale, in particolare dall’Angola e dalle Antille. Questi strumenti furono adattati dagli schiavi delle casse di spedizione spagnole a loro disposizione. In città portuali come Matanzas (Cuba) le casse di spedizione del baccalà e piccoli cassettiere diventarono strumenti simili.
Un’altra teoria riporta che gli schiavi usavano le scatole come strumenti musicali per sovvertire i divieti coloniali spagnoli sulla musica in aree prevalentemente africane, nascondendo essenzialmente i loro strumenti.

Ai lati del suonatore di batà possiamo notare due percussionisti che suonano un primitivo esempio di cajòn

Durante tutto il periodo della schiavitù nel Sudamerica, il cajón si sviluppò e perfezionò. Ciò avvenne specialmente in Perù ed in un secondo momento, anche a Cuba. Il motivo per cui lo strumento prese piede a Cuba si deve al divieto emanato verso la fine dell’800 di usare tamburi. In risposta a tale divieto molti musicisti cubani adottarono l’uso del cajon nella propria musica.

Il cajon nel flamenco

Quando si pensa al flamenco, è impossibile non accostare subito il nome di Paco De Lucia. Proprio l’artista spagnolo è il più importante sdoganatore del cajon nella cultura popolare. Difatti il mondo a conoscere il cajon quando Rubem Dantas e Manuel Soler (percussionisti della band di Paco de Lucía) lo inserirono nel loro set di percussioni. Dopo l’uscita dell’album di Paco De Lucia “Solo quiero caminar” del 1981, il cajon divenne indispensabile per suonare il flamenco.

Eppure la scoperta di questo strumento per Paco De Lucia era avvenuta poco tempo prima. Nel 1980 il celebre chitarrista spagnolo fu invitato dall’ambasciata peruviana ad esibirsi nel paese sudamericano. Ad accompagnare Paco De Lucia venne Caitro Soto, un percussionista locale specializzato sul cajon. Da subito Paco De Lucia rimase folgorato da questo strumento e capì che quello sarebbe diventato la percussione cardine del flamenco.

 

Come si costruisce un cajon

Vista l’estrema popolarità di questa percussione, molte sono le tecniche di costruzione di questo strumento. Potrebbe sembrare apparentemente semplice da costruire, ma in realtà nasconde numerose insidie nella costruzione.

Anatomia del cajon

Le pareti esterne del cajon possono essere costruite con legni multistrato oppure con legno massiccio. Il legno multistrato è di gran lunga la tecnica più usata ed economica e consiste nell’incollaggio di vari sottili strati. Con il legno massiccio s’indica invece un pezzo unico di legno utilizzato per l’intero strumento. Oltre che al costo molto elevato e la grande difficoltà nella costruzione in questo stile, per suonare gli strumenti così costruiti al musicista si richiede una grande potenza e colpi molto energici. 

I legni usati per il cajòn

Generalmente i legni più usati sono legni molto duri. Questo si deve al fatto che proiettano meglio il suono e sono molto robusti. Generalmente i legni più usati sono mogano, quercia, faggio e betulla, ma numerosi altri sono i legni usati. Alcune marche come la Pearl o Remo sperimenta da tempo soluzioni fatte con resine o materiali fibrosi. Queste soluzioni oltre ad essere più costose, sono più resistenti e garantiscono maggiore proiezione sonora con una particolare enfatizzazione delle frequenza basse.

La “tapa”

La parte frontale (quella che generalmente si percuote) si chiama “tapa“. Rispetto al resto della struttura dello strumento questa parte può essere avvitata, incollata o talvolta usando una tecnica mista. Essendo la parte battente è una delle parti più delicate da costruire e dalla quale molto dipende del suono finale. Difatti se la lasciamo abbastanza lenta rispetto al bordo, sarà più forte il suono “schiaffeggiante”. Altro fattore importante è lo spessore degli strati (o dello strato) : più sottili sono gli strati, più il suono è nitido.

Le varie tipologie di cajon

  • Il cajon peruviano

Chiamato anche “cajon muto” o “cajon cubano” è il cajon che non presenta alcun effetto “rullante”. Difatti la parte battente frontale è lasciata libera

 

  • Il cajon flamenco

Sulla parte frontale ha delle corde da chitarra. Questi strumenti hanno un “effetto rullante” molto accentuato, ma hanno minor risonanza delle frequenza basse

 

  • Il cajon rullante

E’ senza dubbio la tipologia di cajòn più famosa, anche se la più recente. All’interno ha una cordiera da rullante divisa a metà e posizionata sulla parte frontale del cajòn. Contrariamente al nome, ha un effetto rullante minore rispetto al cajòn flamenco, ma ha un miglior bilanciamento e definizione delle frequenze basse. Questo permette d’imitare una piccola batteria in miniatura con i suoni di cassa e rullante
 

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